Ho già avuto modo di spiegare come l’attenzione del pubblico sia di durata minima e come immagini ed interventi costruiti ad hoc servano proprio a “destare” il nostro pubblico e riportarlo alla piena presenza davanti a noi.

Ho assistito qualche giorno va ad un webinar che insegnava “l’arte di fare video” e mi ha colpito un passaggio di questa presentazione in cui si parlava dell’arte dell’interrompere come elemento utile a riportare sul relatore la piena attenzione.

Mi rendo conto che per certi colpi di scena ci voglia una buona dose di coraggio e di capacità oratoria ma il nostro obiettivo è di aiutare il pubblico a comprendere perfettamente il contenuto della nostra presentazione, a farlo interagire con noi, a risolvergli dubbi o problemi legati al tema della nostra stessa presentazione.

I “presentatori” più esperti non hanno sicuramente alcuna difficoltà ad introdurre elementi di disturbo che attirino l’attenzione ma posso fornire qualche suggerimento a coloro i quali hanno più difficoltà ad interagire con una platea.

Mai sentita l’espressione: “tirare fuori il coniglio dal cilindro”? Ecco sto parlando proprio di questo, l’”interpolare” giusto di diversi elementi che distraggono e ri-creano l’attenzione.

Come lo si può fare?

E’ giusto che ognuno trovi il modo più consono alla propria personalità, non deve essere una forzatura ma un aiuto al proprio speech.

  • Può essere una fotografia particolarmente impattante o di “rottura” rispetto al contesto: divertenti, provocatorie o usate per veicolare emozioni
  • Possono essere domande poste in un momento in cui nessuno se le aspetta
  • Può essere la narrazione di una storia, una case history di cui parleremo più diffusamente. Utilizzare storie in cui l’audience può ritrovarsi è sempre un ottimo modo di attirare l’attenzione.
  • Possono essere anche grafici e dati a supporto del contenuto

Deve esserci un giusto mix di elementi usati sapientemente.

Il nostro pubblico ha una capacità di attenzione massima che dura circa una decina di minuti dopodiché inizia a scendere. Tenendo ben presente questo, è possibile programmare le nostre “incursioni” a tempi ben scanditi per mantenere alta l’attenzione durante tutta la presentazione.

Sicuramente uno dei modi migliori rimane quello di porre domande o chiedere di raccontare la propria esperienza. Il sentirsi coinvolti genera automaticamente la necessità di tornare nel qui e ora del vostro pubblico e di riportare tutta l’attenzione sull’argomento.

Questi sono solo pochi consigli utili a supporto del vostro lavoro che deve però essere progettato bene e strutturato in modo tale da tenere alta l’attenzione dell’audience, non possiamo infatti pensare che qualche utile trucchetto possa poi risolvere mancanze di ben altro genere.

Una presentazione deve essere pensata strategicamente per il pubblico, rispondere a domande ben precise, essere adatta al tipo di pubblico che avrete di fronte, avere un linguaggio che tenga conto di molti differenti fattori.